La Chiesa di San Rocco, anche detta Chiesa della Catena, è stata il primo edificio di culto edificato nel nuovo centro urbano di Gioiosa Marea dopo l’esodo dal Monte Meliuso. La Chiesa, costruita nel 1796 per volontà del procuratore Nicolò Ferlazzo, è ad unica navata affiancata a sinistra dal Campanile che ospita due campane, una delle quali del 1652 proveniente dal vecchio centro abitato. L’altare maggiore è ornato da ricchi marmi mischi barocchi datati 1750 ed ospita l'effigie marmorea cinquecentesca di scuola gaginiana raffigurante la Madonna della Catena. Anche questa scultura, come quelle di altre chiese di Gioiosa Marea, ha subito lo spostamento dalla Chiesa a lei dedicata a Gioiosa Guardia al nuovo sito sulla costa dopo i cataclismi naturali che hanno costretto la popolazione ad abbandonare il borgo medievale di Guardia.
Descrizione
La Chiesa di San Rocco, anche detta Chiesa della Catena, è stata il primo edificio di culto edificato nel nuovo centro urbano di Gioiosa Marea dopo l’esodo dal Monte Meliuso.
La Chiesa, costruita nel 1796 per volontà del procuratore Nicolò Ferlazzo, è ad unica navata affiancata a sinistra dal Campanile che ospita due campane, una delle quali del 1652 proveniente dal vecchio centro abitato.
L’altare maggiore è ornato da ricchi marmi mischi barocchi datati 1750 ed ospita l'effigie marmorea cinquecentesca di scuola gaginiana raffigurante la Madonna della Catena.
Anche questa scultura, come quelle di altre chiese di Gioiosa Marea, ha subito lo spostamento dalla Chiesa a lei dedicata a Gioiosa Guardia al nuovo sito sulla costa dopo i cataclismi naturali che hanno costretto la popolazione ad abbandonare il borgo medievale di Guardia.
Gioiosa Marea è un’accogliente località balneare situata sulla costa tirrenica della Sicilia, di fronte all’arcipelago delle Isole Eolie, nota per la sua spiaggia sabbiosa. L’attuale centro fu fondato nella seconda metà del Settecento in seguito alla distruzione dell’antico abitato di Gioiosa Guardia che dominava la baia di Calavà e di cui oggi rimangono solo pochi ruderi. Il violento terremoto del 1783 colpì duramente il vecchio centro che sorgeva sulla sommità del Monte Meliuso, causandone l’abbandono da parte dei propri abitanti, i quali decisero di edificare il nuovo borgo sulla costa, mantenendone l’antica divisione in quattro quartieri. È tra le mete turistiche balneari più ricercate della provincia di Messina e, per l’esclusiva bellezza dei suoi paesaggi naturali, è ideale sia anche per appassionati di escursioni che amano immergersi nella natura, percorrendo sentieri panoramici del territorio a monte dell’abitato, molti dei quali raggiungono importanti siti storici.